La sentenza Lexitor e la reazione degli istituti bancari

Pensare che con la sentenza Lexitor tutti gli istituti bancari si siano perfettamente adeguati è pura utopia.

Si è alla costante ricerca dell’escamotage, del cavillo burocratico, del trafiletto fuorviante che non garantisce la tutela del consumatore.

Questo fenomeno è radicato anche in Italia, guardiamo insieme gli effetti e le reazioni degli istituti di credito, ma soprattutto li primi provvedimenti e le prime sentenze dei giudici nazionali.

Riusciremo nell’arduo compito di adeguamento alle direttive comunitarie?

Ai posteri l’ardua sentenza!

  1. Effetto della sentenza Lexitor
  2. La reazione degli istituti bancari
  3. Le prime sentenze

EFFETTO DELLA SENTENZA LEXITOR

Come ampliamente espresso nel precedente articolo, la sentenza “Lexitor” interviene sull’interpretazione dell’art.16 della Direttiva Europea 2008/48, determinando che tutti i costi del credito, connessi o meno alla durata residua del contratto, ad eccezione delle spese notarili e degli oneri erariali, sono riducibili nel caso di estinzione anticipata del finanziamento, conseguentemente qualsivoglia interpretazione differente, del principio di diritto espresso dalla Corte, è da ritenersi non conforme

Quanto espresso dalla Corte di Giustizia, rappresenta un principio cardine, che trova applicazione da parte del giudice nazionale, in ogni stato e grado del giudizio.

Tutti gli stati membri sono obbligati a  raggiungere il risultato previsto dalle direttive ed hanno il dovere di applicare tutti i principi generali o particolari idonei finalizzati a garantire l’adempimento di questo obbligo.

I giudici nazionali sono quindi chiamati a verificare ed intervenire su eventuali stravolgimenti, anche parziali, di interpretazione delle norme proprio per garantire la conformità del diritto interno con il diritto dell’Unione.

LA REAZIONE DEGLI ISTITUTI BANCARI

I Collegi dell’ABF hanno disposto rimborsi a favore dei consumatori, ma nonostante ciò, è diffuso  lato istituti finanziari e banche, un atteggiamento tutt’altro che collaborativo, non adempiendo, quindi, alle disposizioni dell’organo di Banca d’Italia.

L’espediente?

Appellandosi al carattere definito no self executing, della direttiva “Lexitor ”, che, ricordiamo, sancisce il rimborso, in caso di estinzione anticipata del finanziamento,  dei costi posti a carico del consumatore, per intenderci, sia i costi up front che i costi recurring, in quanto non troverebbe diretta applicazione nei rapporti inter privatistici ordinamentali.

Emergono due principali problematiche:

  • la prima è relativa al rischio di destituire il ruolo dell’Arbitro Bancario Finanziario;
  •  la seconda, e non per ordine di importanza, si concentra sull’esposizione e la mancata tutela dei consumatori, nonostante una sentenza della Corte di Giustizia Europea che, costituendo primato del diritto comunitario, deve trovare applicazione nei rapporti interni.

La prassi adottata da alcuni degli intermediari finanziari è quella di ostacolare l’orientamento di Bankitalia, non adempiendo alle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario, e chiamando in causa il legislatore, affinchè tuteli le banche dal rischio di dover corrispondere quanto illegittimamente trattenuto dai consumatori in tutti i contratti di finanziamento e di cessione del quinto stipulati negli ultimi dieci anni.

Gli effetti per il consumatore?

Per ottenere i rimborsi sarà necessario adire per vie giudiziali che, già in alcuni casi, ha riconosciuto l’obbligo del rimborso.

Degna di nota è anche la consuetudine, di alcuni intermediari, che in risposta al reclamo del consumatore, provvedono a far recapitare congiuntamente alla risposta al suddetto reclamo, una citazione in giudizio.

Consuetudine che costituisce sicuramente un tentativo volto a dissuadere il consumatore dall’intraprendere azioni legale, e spingerlo, in modo infido, ad accettare offerte irrisorie o comunque molto lontane dall’effettiva pretesa.

Nell’elenco interminabile di istituti bancari inadempienti alle decisioni di ABF, si differenziano Santander ed Unicredit, che operano nel rispetto dell’ordinamento comunitario, quindi in osservanza della sentenza Lexitor.

LE PRIME SENTENZE

Con sentenza del 29 giugno 2020 il Tribunale di Napoli, si esprime a favore dell’applicazione della sentenza “Lexitor”, e si tratta di una delle prime decisioni che recepiscono la direttiva.

Il Tribunale stabilisce che “in base alla sentenza  dell’11/9/2019 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea” l’art. 16, paragrafo 1 della Direttiva  2008/48/CE “deve essere interpretato nel senso che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore“, senza, quindi, distinguere tra costi up front e recurring (relativi a benefici per il mutuatario destinati a prolungarsi per tutta la durata del rapporto)”.

Mentre, il Tribunale di Torino, con ordinanza del 29 giugno 2020, ha respinto l’azione inibitoria ex artt. 37 e 140 del Codice del Consumo, promossa da un’Associazione dei Consumatori contro una società finanziaria.

Riportiamo di seguito i link per visualizzare l’elenco degli istituti inadempienti, ovvero non in linea con le indicazioni o decisioni provenienti da ABF (Arbitro Bancario Finanziario):

https://www.arbitrobancariofinanziario.it/intermediari-inadempienti/index.html

https://www.acf.consob.it/decisioni-del-collegio/intermediari-inadempienti



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