La sentenza Lexitor: interpretazione e chiarimenti

11 Settembre 2019 è la data in cui è stata emessa dalla Corte di Giustizia Europea, nella causa Causa C-383/18, la sentenza Lexitor.

L’oggetto della sentenza stabilisce una riduzione dei costi in caso di estinzione anticipata  del finanziamento da parte del consumatore.

Lo scalpore non è di fatto mancato, ma addentriamoci nelle caratteristiche, cercando di trasmettere in modo chiaro, ed a portata di consumatore, caratteristiche e vantaggi.

  1. Costi up front e costi recurring
  2. Cosa Cambia
  3. I vantaggi
  4. Le Conseguenze

Costi up front e costi recurring

Visto che sarà ricorrente l’utilizzo di terminologie specifiche relative ai costi su cui la sentenza interviene, è doveroso approfondire la differenza di costi e soprattutto cosa comprendono.

Difatti la sentenza stabilisce la retrocessione dei costi “up front” ovvero spese ascrivibili alla gestione della pratica, spese di istruttoria, quindi ascrivibili a spese preliminari alla cessione del finanziamento e che presuppongono dal rapporto di credito e dalla durata.

Nel periodo antecedente la sentenza era previsto, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, un rimborso al consumatore legato esclusivamente ai costi “recurring”, ovvero  relativi a servizi ed attività che maturano nel corso del rapporto (esempio gli interessi sulla somma erogata).

Cosa Cambia

La sentenza Lexitor interviene  sull’interpretazione del  famigerato art. 16 della direttiva europea 2008/48.

Si converrà sulla portata evolutiva della sentenza, per gli istituti di credito, giudici nazionali e soprattutto per i consumatori, che estinguendo anticipatamente il proprio finanziamento, si verranno riconosciuti una parte dei costi up front e recurring.

Ma come sarà calcolato il rimborso?

Il rimborso sarà calcolato in proporzione al periodo di finanziamento, valutando il periodo che trascorrerà tra la data di estinzione del finanziamento e la data di scadenza prevista.

Tuttavia le disposizioni della direttiva non definiscono uno specifico metodo di calcolo della riduzione che dovrà essere adottata dagli Stati membri, bensì, consente agli Stati membri un margine di manovra sul tema.

I Vantaggi

L’evidente vantaggio per i consumatori è rappresentato dalla riduzione del costo totale del finanziamento in caso di estinzione anticipata, conseguentemente si interviene in modo preponderante sui diritti del consumatore.

Come rileva la sentenza: “l’effettività del diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito risulterebbe sminuita qualora la riduzione del credito potesse limitarsi alla presa in considerazione dei soli costi presentati dal soggetto concedente il credito come dipendenti dalla durata del contratto, dato che i costi e la loro ripartizione sono determinati unilateralmente dalla banca e che la fatturazione di costi può includere un certo margine di profitto”.

Chiaramente ogni conclusione, associabile ad eventuale accettazione da parte del cliente di una condizione “inferiore” rispetto a quella imposta dalla legge è nulla e non può essere opposta al consumatore.

Tra i trattamenti finanziari contemplati, e coinvolti dalla direttiva è compresa anche la cessione del quinto sia sullo stipendio, sia sulla pensione

Per approfondimenti e per richiedere il tuo rimborso non esitare a contattarci, il nostro team potrà analizzare le caratteristiche del rapporto.

Le Conseguenze

La sentenza CGE Lexitor ha effetto retroattivo, con l’obbligo, per il giudice nazionale, di garantire che tale adempimento sia contemplato da tutte le autorità degli Stati Membri, con interpretazione conforme alla direttiva stessa, ed eludendo qualsivoglia interpretazione palesemente o ambiguamente in violazione alla norma.

Confacente a quanto statuito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Banca d’Italia ha previsto con le Linee Guida n. 1463869 del 4 dicembre 2019, al paragrafo b), che [4]: “Nel caso in cui il cliente eserciti il diritto al rimborso anticipato di finanziamenti in essere, gli intermediari sono chiamati a determinare la riduzione del costo totale del credito includendo tutti i costi a carico del consumatore, escluse le imposte”.

E’ doveroso sottolineare che, sempre nelle  Linee Guida la Banca d’Italia ha invitato tutte le banche nazionali ad adeguarsi tempestivamente alla corretta interpretazione della norma, restituendo tutti i costi sostenuti dal cliente per come ritenuto dalla sentenza della Corte di Giustizia UE.

Gli istituti hanno recepito la richiesta?

Da quel che risulta il percorso è ancora tortuoso, e non sono mancati ostruzionismi da parte degli Istituti Finanziari. Tuttavia, è d’obbligo cautelare i propri diritti, affidarsi a professionisti in grado di scardinare eventuali irregolarità ed appurare il rimborso spettante. Contattaci per una consulenza

Riportiamo di seguito i link per visualizzare l’elenco degli istituti inadempienti, ovvero non in linea con le indicazioni o decisioni provenienti da ABF (Arbitro Bancario Finanziario):

https://www.arbitrobancariofinanziario.it/intermediari-inadempienti/index.html

https://www.acf.consob.it/decisioni-del-collegio/intermediari-inadempienti

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